Articolo

Violenza – Breve introduzione ad “un problema mondiale (…) di proporzioni epidemiche”

«La violenza contro le donne è un problema mondiale di salute pubblica di proporzioni epidemiche», ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, presentando il «primo studio sistematico» mai condotto con dati globali, redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in collaborazione con la London School of Hygiene and Tropical Medicine e con il Consiglio sudafricano della Ricerca medica e presentato nel 2013 a Ginevra. Nel 1996, l’OMS definisce la violenza come: L’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione.[1] Questa definizione costituisce il primo e importantissimo passo di un lungo percorso nello studio del fenomeno e nella costruzione di raccomandazioni utili a contrastare la violenza. Come affermato dal titolo del documento, la violenza inizia ad essere considerata una priorità per la salute pubblica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha considerato il fenomeno della violenza di genere e ha stabilito una definizione specifica, indicandola come “ un qualsiasi atto di violenza fondata sul genere che comporta o è suscettibile di provocare, danno fisico, danno sessuale o mentale o una sofferenza alla donna, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga in pubblico o nella vita privata”.[2] La componente maschile è sempre stata identificata come l’autorità all’interno della società e della famiglia, generando una disuguaglianza sociale e sessuale che ha posto la componente femminile ad un livello inferiore, una sua proprietà. Questa disuguaglianza sociale e sessuale sta alla base di quello che è il concetto di “violenza di genere” o gender based-violence[3] che viene definito, dalla Reproductive Health Response in Conflict (RHRC) Consortium, nel manuale di formazione per l’acquisizione di competenze comunicative nei confronti di gender-based violence, secondo le seguenti categorie: -di sesso riferendosi agli attributi fisici che identificano una persona come maschio o femmina. -di genere riferendosi alle idee e aspettative generalizzate rispetto alle donne e agli uomini. Queste categorie includono idee sulle caratteristiche tipiche della femminilità e della mascolinità e le aspettative più comunemente condivise circa il comportamento di uomini e donne nelle varie situazioni. Il concetto di violenza di genere comprende una vasta gamma di comportamenti e azioni quasi sempre ripetute nel tempo, che uomini diversi tra loro per età, condizione sociale, livello di istruzione, nazionalità e religione, compiono ai danni di una donna, principalmente delle loro compagne, mogli ed ex- partner, all’interno di una relazione di intimità o familiare. La violenza di genere non è solo l’aggressione fisica di un uomo contro una donna , ma include anche vessazioni psicologiche, ricatti economici, minacce, violenze sessuali, persecuzioni, compiute da un uomo contro una donna, in quanto donna e che a volte sfocia nella forma più estrema, il femminicidio. Alla luce di quanto detto possiamo affermare che sono molteplici le forme di come si può manifestare un comportamento violento, le seguenti definizioni indicano e chiariscono il significato: -Violenza fisica: spingere, afferrare, storcere un braccio, essere schiaffeggiata, presa a calci, l’uso o la minaccia di usare una pistola o un coltello, subire minaccia di essere colpita, tentativo di strangolamento, soffocamento o ustione. -Violenza sessuale: molestie fisiche sessuali, rapporti sessuali indesiderati, tentati stupri, stupri, costrizione ad attività sessuali con altre persone in cambio di denaro o favori, rapporti sessuali vissuti dalla donna come denigranti o umilianti. -Violenza psicologica: isolamento nel tentativo di limitare i rapporti con la famiglia, tentativo di impedimento al lavoro, allo studio, controllo del modo di vivere, del modo di vestire o di relazionarsi con gli altri. Svalorizzazione per mezzo di umiliazioni o offese che mettono in ridicolo la donna davanti ad altre persone, intimidazione, vale a dire, minaccia alla distruzione di oggetti personali, figli o persone a lei vicine. -Violenza economica: consiste nel controllo totale del denaro e occultamento dei beni economici familiari.         [1] WHO Global Consultation on Violence and Health. Violence: a public health priority. Geneva, 1996 [2] ONU, declaration on the elimination of violence against women, 20 dicembre 1993 [3] RHRC Consortiumc/o Women’s Commission for Refugee Women & Childre, November 2003, New York

Lascia un commento

designed by teslathemes
Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com