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Corso di formazione: “La stanza di Barbablù: l’infermiere davanti alla violenza di genere”

a cura di: Bruna Crepaldi – Maria Assunta Porcu – Paola Polo – Alessandro Cataldo

Il corso “ la stanza di barbablù “ svoltosi presso la sede del Collegio Ipasvi di Genova il 22-23 24 e 26 Ottobre, è da poco terminato le relazioni che sono state presentate e le esperienze vissute hanno avuto lo scopo di favorire la riflessione e approfondimento di alcune tematiche relative al fenomeno della violenza di genere.

Dall’esperienza condotta, attraverso il corso “La stanza di barbablù”, ciascun partecipante, ha realizzato in forma originale e personalizzata degli elaborati che riflettono il loro vissuto e che offrono nuove modalità per interpretare il fenomeno della violenza. A tutti coloro che hanno partecipato e che sono riusciti a lasciare traccia o in qualche modo sono rimasti coinvolti va il nostro ringraziamento per la sensibilità, l’impegno ed il sostanziale contributo.

Il contenuto delle giornate formative ha permesso di conoscere i dati epidemiologici del fenomeno sulla violenza in ambito internazionale, regionale e locale, ha contribuito a definire in modo chiaro il fenomeno i fattori predisponenti, i costi diretti ed indiretti, l’approccio infermieristico, le linee guida che orientano le azioni degli operatori nell’accoglienza della vittima di violenza.

Attraverso la testimonianza delle associazioni di settore(White dove, non dire violenza), delle forze dell’ordine e delle esperienze di alcune realtà ospedaliere si è sottolineato l’importanza di lavorare in modo sinergico per dare una risposta integrata multidisciplinare. In particolare gli esperti hanno messo in risalto argomenti che hanno destato interesse e dibattito aprendo a nuove visioni come:

 la narrazione del pensiero maschile degli uomini che e’ alla base delle configurazione della coscienza maschile e ricade sulle azioni. Lo spazio simbolico attraverso il pensiero si fa oggettivo la violenza e’ un qualcosa di intrinseco che viene tramandata dai modelli educativi;

 L’ immagine mentale rispetto alle differenze di genere non ha a che fare solo con la sessualità ma deve considerare una riflessione più ampia ( intelligenza, valori, cultura….)

 Mancano i percorsi per il reinserimento delle vittime di stalking,

 Quali stereotipi e pregiudizi ostacolano le donne nel processo della consapevolezza di sé

 Occorre far crescere la cultura dei diritti, bisogna lavorare sul cambiamento della società patriarcale.

 La figura delle donne ha sempre un disvalore trasversale in tutte le culture.

 Anche nella relazione di cura la donna vive una asimmetria di potere, dove l’ uomo decide per lei

 Le istituzioni non riescono a proteggere le donne per mancanza di investimenti economici

 La possibilità di proteggere le donne e di applicare le leggi e’ possibile solo se sostenute da finanziamenti economici altrimenti diventano lettera muta.

 Esistono Protocolli integrati per la gestione delle vittime di violenza che necessitano di una formazione al personale e un orientamento alle donne che hanno le esigenza di essere supportate e tutelate

 possibilità di patrocinio per spese giuridiche gratuite da parte di organismi, per le donne che hanno fragilità di questo tipo.

 Nel percorso di recupero delle donne occorre che gli operatori sanitari e sociali non si sostituiscono alle decisioni delle donne le quali devono essere aiutare a prendere consapevolezza e a responsabilizzarsi,

 Gli infermieri spesso si sostituiscono alle decisioni delle donne, non intercettando il bisogno e impedendone il processo di presa di coscienza e di conquista della propria dignità, stima e responsabilità.

Il corso è stato progettato anche attraverso le Medical Humanities intese come strumento pedagogico e professionale che cerca di formare gli attori delle professioni sanitarie a un approccio critico e un atteggiamento riflessivo verso il proprio lavoro, le conoscenze e le persone che devono essere curate.Il contributo fornito dalle arti espressive quali la visione di filmati, la lettura di passaggi, l’ascolto di brani musicali ha permesso di potenziare l’intuizione etica e di scoprire una varietà di possibili applicazioni del sapere umanistico. Il gruppo di partecipanti ha manifestato sistematicamente il proprio interesse attraverso interventi mirati a chiarire i dubbi, le perplessità e le dissonanze.

Non è mancato il contradditorio emerso per la difficoltà in cui si trovano ad operare gli infermieri nella loro quotidianità, che ha facilitato da parte dei gruppi di lavoro la costruzione di interventi e modalità operative di accoglienza alla vittima di violenza. Abbiamo terminato questo articolato percorso in teatro, con le letture e canzoni a tema che ci hanno emozionato. Nell’aria e nei nostri pensieri sono rimaste le suggestioni, le immagini, le parole ascoltate, le riflessioni che oggi ci danno una consapevolezza diversa del nostro essere operatori. La promessa con cui ci lasciamo è anche la nostra vison che ci vedrà impegnati nella costruzione della rete per le vittime di violenza : “ Noi infermieri non siamo indifferenti alla violenza”

“I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano; lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.” Kofi Hannam

Di seguito alcuni lavori svolti durante gli incontri di formazione; clicca sulle immagini per visionare

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Di seguito inoltre alcuni brani musicali sul tema:

Brano 1: “Malamor”, clicca qui per ascoltare

Brano 2: “Ella”, clicca qui per ascoltare

Brano 3: “Signorina”, clicca qui per ascoltare

Brano 4: “Malo”, clicca qui per ascoltare

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